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LiberaMente è un luogo dedicato alla persona nella sua interezza. La nostra è un’idea di “wellness centre”, una moderna e innovativa “Palestra della mente”, qualcosa di diverso dalla solita palestra e qualcosa di Continua »

Il genio creativo di Walt Disney e le sue strategie di pensiero

Tutti noi conosciamo Walt Disney ma in pochissimi conoscono la sua storia. Per arrivare a realizzare il suo grande sogno, il papà dei grandi classici dell’animazione,ha incontrato sulla sua strada centinaia di problemi che non riuscirono però ad allontanarlo dal suo obiettivo.

Fu osteggiato da tutti, non fu mai finanziato e i parchi furono realizzati solo dopo la sua morte.

All’inaugurazione di Disneyworld il sindaco di New York disse nel suo discorso che il suo più grande rammarico riguardava il fatto che Walt Disney non fosse vissuto abbastanza a lungo da vedere i suoi parchi realizzati.

Il figlio rispose: Vi sbagliate tutti…. Mio padre li ha visti…. Li ha visti realizzati così come voi li vedete, cosi come sono qui davanti a noi… erano già nella sua mente.

Walt Disney aveva visualizzato in modo chiaro e definito il suo obiettivo per tutta la vita, applicando poi alla sua visone una strategia precisa.

Ma qual era la sua strategia?

Semplice:

Fase 1: sognare

Fase 2: criticare

Fase 3: realizzare

Molti dei suoi collaboratori dicevano che esistevano 3 diversi Walt Disney e che era impossibile prevedere quale dei tre avessi di fronte durante i differenti momenti della giornata o in una riunione di lavoro. Quindi passava dall’essere il grande sognatore che ipnotizzava tutti con la sua carica positiva, con i suoi progetti ambiziosi ma, soprattutto, “pazzi” agli occhi del mondo che lo circondava; poi diventava il burbero critico che smantellava il suo stesso sogno, trovava tutto ciò che di negativo c’era e che avrebbe impedito la sua realizzazione; infine veniva fuori il Walt pragmatico, quello che riusciva a mettere insieme i cocci lasciati dai 2 suoi predecessori e costruire un progetto “fattibile” e quindi realizzarlo.

Tutto chiaro? Facile no!

Vediamo nel dettaglio i passaggi di ogni fase.

Fase 1: Sognare

–          sognare mete ambiziose,

–          volerle raggiungere con tutto sé stesso in modo congruente,

–          credere che sia possibile raggiungere l’obiettivo,

–          credere fermamente di avere la capacità e la forza necessaria a raggiungere e realizzare anche quelle mete che tutti credono impossibili da raggiungere e realizzare.

Per essere credibili come “sognatori”, quando parlate del vostro progetto (anche se ne parlate a voi stessi soltanto valgono le stesse regole) dovete usare un tono di voce, una postura ed una fisiologia da “sognatore”. Camminate su e giù per la stanza con gli occhi rivolti verso l’alto, innamoratevi delle vostre stesse parole, gesticolate, fate disegni….sognate e fate sognare.

Fase 2: Criticare

–          valutare le idee, filtrarle e scegliere su quale puntare,

–          chiedersi cosa non funzionerà,

–          attivare tutte le risorse che permettano di risolvere tutto il pre-vedibile

Ora invece dovete atteggiarvi da “burbero critico”. Sedetevi su di una sedia, guardate verso il basso, sentite il vostro respiro che si fa pesante e cominciate a criticare. Buon lavoro.

Fase 3: Realizzare

–          tradurre il sogno in obiettivo specifico e concreto,

–          scomporre l’obiettivo in tanti piccoli, sotto-obiettivi.

–          costruire, infine, un piano di realizzazione.

Mediate tra i vostri 2 “avatar” precedenti.

Guardare il “problema” da tre punti di vista diversi (ndr. “posizioni percettive” è il nome tecnico) aiutava Walt Disney a trovare soluzioni creative per la loro realizzazione. Questa strategia di pensiero può tornare utile anche a voi per raggiungere i vostri obiettivi.

Fermatevi un attimo e chiedetevi:

  1. Quale delle tre caratteristiche, sognare, criticare, realizzare attui più spesso e più facilmente?
  2. Quale delle tre caratteristiche, sognare, criticare, realizzare attui meno spesso e con maggiori difficoltà?
  3. Dove si blocca precisamente la tua strategia?

Valutare consapevolmente i punti di forza e quelli deboli delle nostre strategie ci aiuta a comprendere come migliorarle.

Ricordate sempre:

“Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.” (Eleanor Roosevelt)

Buona giornata a tutti,

Antonio

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Life Coaching

Definire i propri sogni (esercizio)

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Crescita Personale & Life Coach: le convinzioni limitanti, cosa sono e come nascono.

Da bambini viviamo il quotidiano come la più bella avventura del mondo. Siamo attratti da tutto e tutti ed esploriamo il mondo nel quale siamo immersi alla ricerca di risposte alla nostra curiosità. Facciamo quindi esperienza delle cose e quell’esperienza si stampa a fuoco nella nostra “testa” insieme a parole, frasi e rimproveri dei “giganti” con i quali condividiamo quel mondo.

Questo insieme di esperienze e frasi registrate va a creare il nostro sistema di credenze attraverso il quale filtriamo il modo di guardare l’universo nel quale siamo immersi e noi stessi.

Il modo in cui decidiamo di reagire ad un problema che la vita ci pone davanti ed, in generale, i nostri comportamenti, sono il prodotto delle nostre convinzioni.

Buddha diceva: “noi siamo quello che pensiamo”.

Ed è proprio cosi. Se ad esempio pensiamo che “qualsiasi cosa faccio continuo a sbagliare”, probabilmente cercheremo di evitare di iniziare un nuovo progetto, fosse anche mettersi ai fornelli per preparare una deliziosa cenetta per il nostro (o la nostra) partner. Cosa succederebbe se invece pensassimo di noi stessi: “basta impegnarmi e riesco in tutto quel che faccio” ? Probabilmente accetteremmo di buon grado di metterci alla prova cimentandoci in nuove “sfide” senza preoccuparci troppo del fallimento eventuale e, qualora dovessimo non riuscire, ci diremmo semplicemente: “non mi sono impegnato abbastanza, la prossima volta farò molto meglio”.

Credo che possiamo trarre tranquillamente le nostre conclusioni. Tra le due convinzioni, la prima è sicuramente limitante mentre possiamo definire la seconda potenziante.

La domanda che molti di voi si staranno ponendo a questo punto potrebbe essere: ma come nascono le convinzioni limitanti?

La loro origine è da ricercarsi in quei pensieri che abbiamo creato noi stessi in risposta ad un evento o situazione esterna e che, per motivi diversi, si sono ripetuti in maniera ridondante nella nostra testa per un certo periodo di tempo sino ad andarsi a consolidare in una convinzione limitante. Altre credenze vanno a registrarsi nel nostro sistema a causa di frasi che ci sono state ripetute costantemente da genitori, insegnanti ecc…Spesso infatti, gli adulti hanno la cattiva (anzi cattivissima) tendenza a dare un giudizio di valore non semplicemente sul comportamento “negativo”, ma sulla persona, andando ad agire ad un livello più profondo dell’identità. Ad alcuni di noi potrebbe essere capitato da piccoli di aver rotto il proprio giocattolo preferito e di essere sgridati con una frase del tipo: “tu rompi sempre tutto, non sai tenere niente”o qualcosa di simile.  Probabilmente mantra è ancora li che risuona nella nostra testa anche trent’anni dopo, quando siamo grandi e vaccinati e, perchè no, sposati e con un figlio tutto nostro da accudire; forse, nostro malgrado, accettiamo anche l’idea di essere maldestri e non meritare di avere “giocattoli” nuovi.

Pensateci. Quante volte avete sentito dire a voi o ad un vostro amico che la scuola non fa per voi, che non troverete mai un fidanzato/a con il vostro carattere, che nella vita non combinerete mai niente con la testa che vi ritrovate (gli esempi possono continuare all’infinito).

La cosa peggiore?

Che probabilmente facciamo di tutto per confermare, con i nostri comportamenti, queste convinzioni…

Negli incontri di coaching smantellare e riprogrammare il sistema di credenze limitanti attraverso l’utilizzo di diverse tecniche come il “linguaggio di precisione” (metamodello) è la strtegia migliore che ogni buon coach attua per aiutare la persona ad esprimere le proprie potenzialità e raggiungere i propri obiettivi sbarazzandosi della zavorra di tali convinzioni.

A presto,

Antonio.

 

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Linguaggio del Corpo: le braccia e le posizioni di chiusura

Buongiorno a tutti,

con l’ articolo oggi vorrei cercare di fare un pò di chiarezza sui gesti di chiusura rappresentati dalle braccia conserte nelle loro diverse varianti che sono spesso soggetti a errate, perché superflue, interpretazioni.

 Partiamo analizzando la tipica posizione delle braccia al petto.
In questa posizione le braccia sono infatti incrociate al petto nel tentativo di creare una barriera tra se stessi e il nostro interlocutore oppure una situazione che avvertiamo come sgradevole.
Questo gesto ha numerose varianti. Le braccia conserte sono però una posizione universalmente usata ed interpretata come atteggiamento negativo o difensivo. La potrete sicuramente notare nei luoghi pubblici ed affollati tra persone che non si conoscono, nelle code all’ufficio postale e in qualsiasi altro contesto in cui gli individui si sentono incerti ed insicuri.
Per semplificare il tutto possiamo cosi riassumere il messaggio generale che questo gesto può esprimere: la persona non ha intenzione di aprirsi ne di lasciarsi avvicinare.
Uso il condizionale perchè voglio ricordarvi, come sempre, che la lettura di un solo gesto non è mai un indicatore certo della predisposizione interna di un individuo. Ricordate sempre di contestualizzare e leggere i gesti nell’insieme…
Ritornando a noi…se mentre parlate in pubblico vedete uno o più dei vostri interlocutori chiudere le braccia in questa posizione probabilmente avrete espresso un’idea da loro non condivisa. Non avrebbe senso continuare a restare sula vostra posizione, quindi cambiate argomento o cominciate a fare domande a chi vi sta di fronte cercando di meglio comprendere i suo punto di vista.
Alcuni consigli:
Una maniera efficace per indurre qualcuno a disincrociare le braccia è dare qualcosa da tenere oppure da fare. Porgete quindi una penna, un opuscolo o magari un campione di ciò che vendete: in questa maniera sarà costretta ad allungare un braccio e a chinarsi davanti, assumendo quindi una posizione più aperta e più ricettiva.
Anche chiederle di avvicinarsi con il busto per osservare meglio un oggetto o un immagine può essere un buon espediente oppure potete essere voi a protendervi e sollevando i palmi affermare: “vedo che ha qualcosa da chiedermi, cosa vuol sapere?”…o qualcosa di simile…
Una variante di questo gesto è la posizione rinforzata a braccia conserte, con le braccia incrociate e le mani chiuse a pugno, che denota invece un atteggiamento ostile e difesa.
Se a essa si associano un sorriso a labbra tirate, denti serrati e viso arrossato, potete attendervi da un momento all’altro un aggressione verbale.
A volte invece il soggetto che si trova difronte a noi può afferrarsi le braccia per sostenersi e coprire la parte anteriore del corpo. A volte le braccia possono essere strette con tanta forza che dita e nocche diventano bianche. Questa posizione è un modo per la persona di trarre conforto, come se si abbracciasse.
Una combinazione di gesti molto affascinante è quella invece che si ha quando il soggetto incrocia le braccia mostrando però i pollici puntati verso l’alto (le altre 4 dita sono nascoste sotto le braccia con la mano aperta come nella posizione classica) denotando si un atteggiamento difensivo ma associato questa volta ad una grande stima di se.
Per oggi è tutto…spero che questo post vi sia piaciuto…fatemelo sapere lasciando un commento!!!
Nel prossimo articolo sul linguaggio del corpo parleremo dei gesti che denotano insicurezza…
Ciao a tutti e buona giornata,
Antonio
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Life Coach: Consulenza Self Marketing (il marketing di se stessi) | Bari

La consulenza self marketing mira ad offrire al cliente quegli strumenti di marketing che gli permettano di raggiungere il successo personale.

Oggi promuovere se stessi per trovare un lavoro che si adatti alle proprie qualità, al proprio percorso di studi, ai propri desideri è diventata una sfida che tutti devo affrontare e che purtroppo in pochi riescono a vincere.

Bisogna imparare a progettarsi, migliorarsi costantemente, a gestire in maniera ottimale il tempo a propria disposizione ma soprattutto ad avere in mente il proprio obiettivo nella maniera più vivida possibile.

Il primo passo da fare è sicuramente quello di auto-analizzarsi. Capire quelli che sono i propri punti di forza e su quali invece lavorare per potenziarli in vista dell’obiettivo che si intende raggiungere.

Bisogna per questo imparare a guardarsi da un punto di vista diverso, quello dell’azienda o del mercato nel quale ci si vuole inserire. Bisogna imparare ad applicare quelle tecniche e quelle strategie che le aziende utilizzano per progettarsi, svilupparsi e raggiungere i propri clienti.

Quell’azienda dovete diventare voi…

Iniziate il viaggio verso la vostra crescita personale e lo sviluppo delle vostre risorse.

Grazie alla consulenza in self marketing imparerete gli strumenti più utili per:

– trovare lavoro e fare carriera

– creare relazioni sociali e professionali in maniera efficace

– costruire la vostra immagine e reputazione professionale

– raggiungere la vostra libertà finanziaria

– lo sviluppo personale e delle vostre risorse

– e tanto altro ancora…

Per avere maggiori informazioni o per prenotare la vostra prima sessione di coaching gratuita chiamate al 347 3335156 o inviate una e-mail a info@liberamentebari.com

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Linguaggio del Corpo e Colloquio di Lavoro: qualche consiglio per il candidato

Il momento del colloquio di lavoro è per molti, se non per tutti, un momento di alto stress emotivo, condizione psicologica causata dal fatto di non sapere come comportarsi e cosa dire per raggiungere l’obiettivo di “far bella figura” con l’addetto alla selezione.

Un ricettario di comportamenti che possano farvi ottenere l’agognato lavoro non esiste ma, certamente, stare attenti a ciò che comunichiamo con il nostro corpo attraverso gesti, postura, prossemica e quant’altro è sicuramente un ottimo primo passo verso il successo.

Piccola premessa. Spesso gli addetti alla selezione del personale, all’inizio dei colloqui individuali, tendono ad essere particolarmente gentili ed accomodanti, proprio per mettere il candidato a suo agio e creare un clima rilassato, ottimale quest’ultimo per una gestione da manuale dell’intervista. Capita a volte che molti canditati, vista l’apertura del loro interlocutore, si sentano portati ad assumere da subito un atteggiamento troppo “amichevole” e informale, dimenticandosi quasi il luogo e il motivo per cui si trovano li (ndr. parlo per esperienza personale 🙂 ).

Fatta la breve premessa iniziamo questo piccolo prontuario andando per ordine:

La stretta di mano: lasciate perdere quanti vi consigliano una stretta di mano poderosa…da macho in poche parole, uomini o donne che siate. La forza della vostra stretta di mano dev’essere semplicemente calibrata e dosata sulla forza del vostro interlocutore. E’ questo equilibrio di forze che trasmetterà l’idea di “sono a mio agio e sicuro di me”.

Sulla sedia cerca di mantenere una postura rilassata, con entrambi i piedi poggiati per terra (evitando quindi incroci vari di gambe, caviglie e/o piedi) e inclinate il corpo nella direzione del vostro interlocutore. In questa maniera gli state comunicando che quello che vi sta dicendo è interessante, che lui è una persona interessante.

Evitate di costruire delle barriere fra voi e il vostro interlocutore incrociando le braccia o tenendo la borsa fra le vostre gambe. Non avete niente da temere da lui, quindi non ne avete alcun bisogno.

Non giocherellate con anelli, penne, capelli, bracciali; non gesticolate mai puntando l’indice contro il vostro interlocutore…è una di quelle cose che può farvi odiare in un attimo, in particolar modo se è un gesto che ripete spesso quando parlate. Quando parlate, in particolare quando avanzate una richiesta, cercate di mostrare i palmi a chi vi è di fronte. E’ un gesto “antico” che indica al vostro interlocutore che siete sinceri (nell’antichità si mostravano per far vedere di non possedere armi, di non avere intenzioni bellicose).

In generale gesticolare per sottolineare ed enfatizzare quello che si sta dicendo va benissimo e vi farà sembrare entusiasti di ciò che dite e sicuri di voi…ma se siete persone (come me) che tendono a gesticolare “troppo”…beh allora allenatevi a casa davanti allo specchio.

Per quanto riguarda il contatto oculare, cercate di essere il più naturale possibili. Mantenerlo va benissimo, ma ogni tanto potete anche distoglierlo e  guardarvi intorno per poi riprenderlo.

Un altro trucco è quello di annuire, non sempre ( e se siete d’accordo), mentre la persona sta parlando. Il segreto, per far capire al nostro interlocutore che lo stiamo seguendo e che ci piace quello che sta dicendo, è di muovere il capo al ritmo della sua voce.

Questi sono solo alcuni piccoli consigli che possono fare la differenza durante un colloquio di lavoro. Ricordate sempre che il linguaggio del corpo è il linguaggio dell’inconscio, quindi viene elaborato e funziona ad un livello più profondo di quello cosciente.

Inoltre ricordate un ultima cosa…la strategia migliore è sempre e comunque quella di essere se stessi!!!

Al prossimo articolo,

Antonio

Vi ricordo che il 24 e 25 Novembre si terrà a Bari il nostro seminario sul linguaggio del corpo: i segreti della comunicazione non verbale, ad un prezzo promozionale di 60 euro per chi prenoterà entro la mezzanotte del 18.

Corso di Comunicazione Non Verbale, Linguaggio del Corpo e Microespressioni 

Incontro GRATUITO: Ri-Programma le tue credenze inconsce (Bari)

Il 4 Ottobre 2012 si terrà a Bari un incontro GRATUITO durante il quale potrete scoprire la forza dell’inconscio e la potenza delle credenze che guidano la nostra esistenza.

“L’inconscio governa la nostra vita con tutte le credenze che ha acquisito nell’infanzia…abbiamo paura di amare perché siamo stati feriti, abbiamo paura di metterci in gioco perché ci hanno detto che non siamo abbastanza bravi…non percepiamo il mondo così come esso è, lo percepiamo in base a come noi siamo e a come pensiamo.” Antonio Origgi.

Tutta la nostra realtà, dalle relazioni, alla finanza, alla nostra salute, dipende dal sistema di credenze inconsce che si è costruito fin dai primi anni della nostra vita.

Bisogna imparare a trasformare le credenze limitanti che hanno stabilito i limiti di ciò che possiamo raggiungere in credenze positive che ci aiutino a realizzare tutti gli obiettivi che desideriamo.

Diversi studi nel campo delle neuroscienze indicano che più del 90% della nostra vita è gestita dalla mente inconscia che è il deposito delle nostre abitudini, i nostri valori e le nostre credenze.

Quando il nostro cervello funziona bene e vengono equilibrate le connessioni tra i due emisferi e tra la corteccia cerebrale e il sistema limbico, è possibile comunicare con l’Inconscio per riscrivere le sue credenze più profonde. Cambiando le credenze inconsce cambia la percezione del mondo e di noi stessi e quindi sviluppiamo nuovi comportamenti.

Volete imparare a farlo?

Giovedì 4 ottobre alle ore 19.00 serata introduttiva e completamente gratuita:

Aspettando Antonio Origgi con Psych Plus.

“Impara a modificare le tue CREDENZE e diverrai l’artefice del tuo DESTINO”.
Antonio Origgi

Come prenotare?
Per partecipare è sufficiente prenotare il proprio posto in aula inviando una e-mail info@liberamentebari.com indicando il proprio nome e cognome e aspettare l’email di conferma da parte nostra.

Per ulteriori informazioni potete contattarci al numero 347 3335156

Meditazione e Yoga per lavorare meglio nelle aziende made in USA

Sempre più aziende negli Stati Uniti hanno compreso che il buon rendimento dei loro dipendenti sul posto di lavoro dipende dal loro equilibrio mentale. La relazione benessere-produttività è sicuramente un argomento di grande attualità nelle aziende made in USA che negli ultimi anni hanno cercato, per esempio, di rendere l’ambiente di lavoro il più confortevole possibile.

Aiutare i propri dipendenti a passare nella maniera più serena e gradevole possibile le ore lavorative è l’obiettivo che in molti tendono di raggiungere…il fine ultimo, quello di aumentare la qualità del lavoro e la produttività stessa.

La scelta adottata da molte aziende è quella di abbracciare le filosofie orientali. A dimostrare il successo di questo connubio tra culture che sembrano cosi distanti tra loro è la General Mills, azienda leader nel settore alimentare. Alla fine dell’orario di lavoro, infatti, dipendenti e manager si dirigono verso saloni di meditazione che si trovano all’interno degli edifici aziendali, per dedicasi allo yoga e altre tecniche di rilassamento orientali.

A quanto pare si tratterebbe di una decisione che parte dai “piani bassi”, ovvero dagli stessi dipendenti, ma che nel tempo è stata appoggiata e sostenuta anche da manager e dirigenti.

Sono in molte le aziende che hanno deciso di seguire questo esempio. Sembrerebbe che circa un quarto delle società presenti sul suolo americano abbiano dato il via negli ultimi anni a programmi di meditazione o simili, orientati al benessere psico-fisico dei propri dipendenti.

Speriamo che anche in Italia le aziende comincino a seguire l’esempio delle loro “colleghe” d’oltre oceano.

Buon inizio settimana,
Antonio
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Corso in tecniche di rilassamento e gestione dello stress e dell’ansia : RilassataMente

Giovedi 20 Settembre, Bari: Gestione dello stress e dell’ansia (laboratorio)

Giovedì 20 Settembre, a Bari, riparte il percorso in Tecniche di Rilassamento e Gestione dello Stress e dell’Ansia.

Un appuntamento con il benessere da non perdere che vi permetterà, fin dal primo incontro, di acquisire strumenti e strategie semplici da utilizzare per il vostro benessere psico-fisico.

Imparerete ad ascoltare il vostro corpo e a sentirvi maggiormente in sintonia con voi stessi. Assumerete un maggior autocontrollo e imparerete a sciogliere le tensioni e ad eliminare il dolore.

L’incontro si terra presso il centro olistico “i tre accordi” in via Vitantonio Di Cagno 30 a partire dalle ore 19. Il costo è di 20 euro.

Per prenotare la vostra lezione o per maggiori informazione non esitate a contattarci al numero 328 4443803 o via e-mail all’indirizzo info@liberamentebari.com

Per una descrizione più completa del percorso in tecniche di rilassamento e gestione dello stress potete visitare questo link: gestione dello stress e dell’ansia

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