Warning: Illegal string offset 'css_section' in /web/htdocs/www.liberamentebari.com/home/wp-content/themes/Incorporate/functions.php on line 294

Warning: Illegal string offset 'css_elem' in /web/htdocs/www.liberamentebari.com/home/wp-content/themes/Incorporate/functions.php on line 295

Warning: Illegal string offset 'option_group' in /web/htdocs/www.liberamentebari.com/home/wp-content/themes/Incorporate/functions.php on line 296

Warning: Illegal string offset 'std_id' in /web/htdocs/www.liberamentebari.com/home/wp-content/themes/Incorporate/functions.php on line 298

Warning: Illegal string offset 'section_id' in /web/htdocs/www.liberamentebari.com/home/wp-content/themes/Incorporate/functions.php on line 299

Warning: Illegal string offset 'placeholder_new' in /web/htdocs/www.liberamentebari.com/home/wp-content/themes/Incorporate/functions.php on line 301

Warning: Illegal string offset 'choices' in /web/htdocs/www.liberamentebari.com/home/wp-content/themes/Incorporate/functions.php on line 305

Warning: Illegal string offset 'placeholder_new' in /web/htdocs/www.liberamentebari.com/home/wp-content/themes/Incorporate/functions.php on line 306

Warning: Illegal string offset 'desc' in /web/htdocs/www.liberamentebari.com/home/wp-content/themes/Incorporate/functions.php on line 307

Warning: Illegal string offset 'section' in /web/htdocs/www.liberamentebari.com/home/wp-content/themes/Incorporate/functions.php on line 337

Warning: Illegal string offset 'field' in /web/htdocs/www.liberamentebari.com/home/wp-content/themes/Incorporate/functions.php on line 338

Warning: Illegal string offset 'setting_defaults' in /web/htdocs/www.liberamentebari.com/home/wp-content/themes/Incorporate/functions.php on line 338

Warning: Illegal string offset 'option_group' in /web/htdocs/www.liberamentebari.com/home/wp-content/themes/Incorporate/functions.php on line 340

Warning: Illegal string offset 'choice_new' in /web/htdocs/www.liberamentebari.com/home/wp-content/themes/Incorporate/functions.php on line 342

Warning: Illegal string offset 'placeholder' in /web/htdocs/www.liberamentebari.com/home/wp-content/themes/Incorporate/functions.php on line 343

Warning: Illegal string offset 'section_id' in /web/htdocs/www.liberamentebari.com/home/wp-content/themes/Incorporate/functions.php on line 344

Warning: Illegal string offset 'option_group' in /web/htdocs/www.liberamentebari.com/home/wp-content/themes/Incorporate/functions.php on line 347

Category Archives: pnl e crescita personale

Sviluppo Personale – Appuntamento gratuito con “Strategies”: le strategie vincenti per raggiungere la vita che desideri

Il tipo di domande che ci poniamo determina la qualità della nostra vita, a casa come sul luogo di lavoro.

Per questo motivo si rende indispensabile individuare quelle strategie di pensiero che siano in grado di aiutarci far chiarezza sui nostri obiettivi e tracciare la strada più agevole per raggiungerli.

Il primo passo da compiere è sicuramente quello di divenire pienamente consapevoli di quegli aspetti della nostra vita che spesso, a causa del tram tram quotidiano, dei mille impegni e del poco tempo che abbiamo da dedicare a noi stessi, trascuriamo.

Senza degli strumenti o delle strategie che ci aiutino a riflettere con chiarezza sui singoli aspetti che caratterizzano la nostra vita, risulta davvero difficile tracciare un quadro complessivo del momento esistenziale che stiamo vivendo o stabilire la rotta migliore da seguire.

Per scoprire le strategie mentali più efficaci a fare chiarezza sulla vostra vita ed a realizzare i vostri desideri vi aspetto all’ appuntamento Gratuito con STRATEGIES, il nostro nuovo laboratorio esperienziale, questo Venerdì, 14 Dicembre, a partire dalle ore 19, presso la nostra nuova sede in via Principe Amedeo 160 a Bari.

Per informazioni e prenotazioni potete inviare una e-mail a info@liberamentebari.com o chiamare al numero 347 3335156. 

 “Quando inseguite i vostri obiettivi guidati dai vostri valori nel contesto dei vostri sogni, i miracoli accadono!”(Paul McKenna)

A presto,

Antonio Antefermo

 

Crescita Personale & Life Coach: il critico interiore

Criticare per molte persone è un hobby, per altre uno sport. C’è chi critica con l’intento di fare del bene, come nel caso dei genitori che rimproverano il comportamento del loro figlio con la speranza che apprenda una lezione di vita; c’è poi chi critica per “lavoro” e chi lo fa perché non conosce alternative comunicative, non ponendo attenzione ne alle parole che utilizza per esprimere la propria opinione ne alle reazioni che suscita nel suo interlocutore. Ci sono poi le cosiddette “critiche costruttive”, ma a me quelle piace chiamarle “consigli” o al  massimo, “puntualizzazioni” 😉

Qualunque sia la motivazione che ha portato alla sua formulazione resta il fatto che, quando arriva, una critica fa male, specie quando ci viene rivolta da persone a cui teniamo particolarmente. Le parole colpiscono le orecchie e subito dopo si insinuano nella nostra mente e li cominciano la loro opera “demoralizzatrice”.

Pensate cosa accade quando le critiche arrivano direttamente dall’interno della nostra testa. Quando quella vocina “punitrice” è quella del nostro “critico interiore” il cui lavoro principale è quello di sottolineare in maniera repentina qualsiasi errore, anche il più piccolo, nel momento stesso in cui lo stiamo commettendo o subito dopo. Non esiste critico peggiore che possiamo incontrare lungo la nostra strada.

Per identificare il vostro critico interiore fermatevi un attimo, in questo momento, e pensate a cosa vi dite e come ve lo dite (il tono, la velocità di eloquio ecc…) ogni volta che commettete un errore, una gaffes o state per prendere una decisione. Ripescate un ricordo nella vostra memoria e ponete attenzione a quella voce.

Usate con voi stessi frasi del tipo: “perfetto, un’altra esperienza che mi farà crescere ed imparare qualcosa di nuovo”. Oppure parole del tipo: “sei sempre il solito stupido”, “combini sempre casini”, “quando imparerai”…

Spesso, purtroppo, siamo propensi a criticarci aspramente e lo facciamo con un tono arrabbiato, sarcastico, rassegnato…

Bisogna ricordare però che, così come i nostri genitori, anche il nostro critico interiore ha un’intenzione positiva: quella di aiutarci a non commettere ulteriori errori “sgridandoci” puntualmente ogni qualvolta ne commettiamo uno. Il problema è che queste critiche agiscono negativamente sulla nostra autostima e sul nostro stato emotivo…con risultati ovviamente catastrofici per il nostro “apprendimento”.

La soluzione? Trasformare quelle critiche in parole e consigli costruttivi.

Come farlo? Mandando a scuola di comunicazione efficace il nostro critico interiore 🙂

Prendetevi 2 minuti di pausa da quello che state facendo e provate questo semplice esercizio:

–          Pensate ad un’occasione in cui avete commesso uno sbaglio e puntualmente vi siete criticati;

–          Ricordate quello che vi siete detti;

–          Domandatevi: “come potrei far arrivare lo stesso messaggio ma incoraggiandomi?”. Riformulate il contenuto della frase come nell’esempio precedente.

–          Ritornate nuovamente al momento in cui avete commesso il “misfatto”. Questa volta vedetevi entrare dentro voi stessi e rivivete la scena come se foste li in quel preciso momento. Criticatevi in maniera costruttiva.

Fate questo esercizio nei prossimi giorni e cominciate a ristrutturare il modo in cui vi parlate facendo attenzione al tono di voce e al contenuto del messaggio. Educate il vostro critico interiore a sforzarsi di imparare a formulare frasi motivazionali e non semplici critiche.

Per molte persone, inoltre, la vocina del loro critico interiore è cosi fastidiosa da impedirgli anche di svolgere i passaggi dell’esercizio esposti in precedenza. Se questo è anche il vostro caso avete bisogno di farne un altro prima di procedere con la riformulazione del contenuto del messaggio:

identificate da dove proviene la voce e immaginate di avere un mixer audio tra le vostre mani; utilizzate le diverse manopole, tasti e levette per abbassare il volume, aumentare la velocità di eloquio…trasformate quella voce, ad esempio, in quella di topolino o paperino; vi infastidisce ancora quando vi critica?

Aspetto i vostri feedback!

Antonio Antefermo

Life&Business Coach

Il genio creativo di Walt Disney e le sue strategie di pensiero

Tutti noi conosciamo Walt Disney ma in pochissimi conoscono la sua storia. Per arrivare a realizzare il suo grande sogno, il papà dei grandi classici dell’animazione,ha incontrato sulla sua strada centinaia di problemi che non riuscirono però ad allontanarlo dal suo obiettivo.

Fu osteggiato da tutti, non fu mai finanziato e i parchi furono realizzati solo dopo la sua morte.

All’inaugurazione di Disneyworld il sindaco di New York disse nel suo discorso che il suo più grande rammarico riguardava il fatto che Walt Disney non fosse vissuto abbastanza a lungo da vedere i suoi parchi realizzati.

Il figlio rispose: Vi sbagliate tutti…. Mio padre li ha visti…. Li ha visti realizzati così come voi li vedete, cosi come sono qui davanti a noi… erano già nella sua mente.

Walt Disney aveva visualizzato in modo chiaro e definito il suo obiettivo per tutta la vita, applicando poi alla sua visone una strategia precisa.

Ma qual era la sua strategia?

Semplice:

Fase 1: sognare

Fase 2: criticare

Fase 3: realizzare

Molti dei suoi collaboratori dicevano che esistevano 3 diversi Walt Disney e che era impossibile prevedere quale dei tre avessi di fronte durante i differenti momenti della giornata o in una riunione di lavoro. Quindi passava dall’essere il grande sognatore che ipnotizzava tutti con la sua carica positiva, con i suoi progetti ambiziosi ma, soprattutto, “pazzi” agli occhi del mondo che lo circondava; poi diventava il burbero critico che smantellava il suo stesso sogno, trovava tutto ciò che di negativo c’era e che avrebbe impedito la sua realizzazione; infine veniva fuori il Walt pragmatico, quello che riusciva a mettere insieme i cocci lasciati dai 2 suoi predecessori e costruire un progetto “fattibile” e quindi realizzarlo.

Tutto chiaro? Facile no!

Vediamo nel dettaglio i passaggi di ogni fase.

Fase 1: Sognare

–          sognare mete ambiziose,

–          volerle raggiungere con tutto sé stesso in modo congruente,

–          credere che sia possibile raggiungere l’obiettivo,

–          credere fermamente di avere la capacità e la forza necessaria a raggiungere e realizzare anche quelle mete che tutti credono impossibili da raggiungere e realizzare.

Per essere credibili come “sognatori”, quando parlate del vostro progetto (anche se ne parlate a voi stessi soltanto valgono le stesse regole) dovete usare un tono di voce, una postura ed una fisiologia da “sognatore”. Camminate su e giù per la stanza con gli occhi rivolti verso l’alto, innamoratevi delle vostre stesse parole, gesticolate, fate disegni….sognate e fate sognare.

Fase 2: Criticare

–          valutare le idee, filtrarle e scegliere su quale puntare,

–          chiedersi cosa non funzionerà,

–          attivare tutte le risorse che permettano di risolvere tutto il pre-vedibile

Ora invece dovete atteggiarvi da “burbero critico”. Sedetevi su di una sedia, guardate verso il basso, sentite il vostro respiro che si fa pesante e cominciate a criticare. Buon lavoro.

Fase 3: Realizzare

–          tradurre il sogno in obiettivo specifico e concreto,

–          scomporre l’obiettivo in tanti piccoli, sotto-obiettivi.

–          costruire, infine, un piano di realizzazione.

Mediate tra i vostri 2 “avatar” precedenti.

Guardare il “problema” da tre punti di vista diversi (ndr. “posizioni percettive” è il nome tecnico) aiutava Walt Disney a trovare soluzioni creative per la loro realizzazione. Questa strategia di pensiero può tornare utile anche a voi per raggiungere i vostri obiettivi.

Fermatevi un attimo e chiedetevi:

  1. Quale delle tre caratteristiche, sognare, criticare, realizzare attui più spesso e più facilmente?
  2. Quale delle tre caratteristiche, sognare, criticare, realizzare attui meno spesso e con maggiori difficoltà?
  3. Dove si blocca precisamente la tua strategia?

Valutare consapevolmente i punti di forza e quelli deboli delle nostre strategie ci aiuta a comprendere come migliorarle.

Ricordate sempre:

“Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.” (Eleanor Roosevelt)

Buona giornata a tutti,

Antonio

Argomenti Collegati

Life Coaching

Definire i propri sogni (esercizio)

Crescita Personale & Life Coach: le convinzioni limitanti, cosa sono e come nascono.

Da bambini viviamo il quotidiano come la più bella avventura del mondo. Siamo attratti da tutto e tutti ed esploriamo il mondo nel quale siamo immersi alla ricerca di risposte alla nostra curiosità. Facciamo quindi esperienza delle cose e quell’esperienza si stampa a fuoco nella nostra “testa” insieme a parole, frasi e rimproveri dei “giganti” con i quali condividiamo quel mondo.

Questo insieme di esperienze e frasi registrate va a creare il nostro sistema di credenze attraverso il quale filtriamo il modo di guardare l’universo nel quale siamo immersi e noi stessi.

Il modo in cui decidiamo di reagire ad un problema che la vita ci pone davanti ed, in generale, i nostri comportamenti, sono il prodotto delle nostre convinzioni.

Buddha diceva: “noi siamo quello che pensiamo”.

Ed è proprio cosi. Se ad esempio pensiamo che “qualsiasi cosa faccio continuo a sbagliare”, probabilmente cercheremo di evitare di iniziare un nuovo progetto, fosse anche mettersi ai fornelli per preparare una deliziosa cenetta per il nostro (o la nostra) partner. Cosa succederebbe se invece pensassimo di noi stessi: “basta impegnarmi e riesco in tutto quel che faccio” ? Probabilmente accetteremmo di buon grado di metterci alla prova cimentandoci in nuove “sfide” senza preoccuparci troppo del fallimento eventuale e, qualora dovessimo non riuscire, ci diremmo semplicemente: “non mi sono impegnato abbastanza, la prossima volta farò molto meglio”.

Credo che possiamo trarre tranquillamente le nostre conclusioni. Tra le due convinzioni, la prima è sicuramente limitante mentre possiamo definire la seconda potenziante.

La domanda che molti di voi si staranno ponendo a questo punto potrebbe essere: ma come nascono le convinzioni limitanti?

La loro origine è da ricercarsi in quei pensieri che abbiamo creato noi stessi in risposta ad un evento o situazione esterna e che, per motivi diversi, si sono ripetuti in maniera ridondante nella nostra testa per un certo periodo di tempo sino ad andarsi a consolidare in una convinzione limitante. Altre credenze vanno a registrarsi nel nostro sistema a causa di frasi che ci sono state ripetute costantemente da genitori, insegnanti ecc…Spesso infatti, gli adulti hanno la cattiva (anzi cattivissima) tendenza a dare un giudizio di valore non semplicemente sul comportamento “negativo”, ma sulla persona, andando ad agire ad un livello più profondo dell’identità. Ad alcuni di noi potrebbe essere capitato da piccoli di aver rotto il proprio giocattolo preferito e di essere sgridati con una frase del tipo: “tu rompi sempre tutto, non sai tenere niente”o qualcosa di simile.  Probabilmente mantra è ancora li che risuona nella nostra testa anche trent’anni dopo, quando siamo grandi e vaccinati e, perchè no, sposati e con un figlio tutto nostro da accudire; forse, nostro malgrado, accettiamo anche l’idea di essere maldestri e non meritare di avere “giocattoli” nuovi.

Pensateci. Quante volte avete sentito dire a voi o ad un vostro amico che la scuola non fa per voi, che non troverete mai un fidanzato/a con il vostro carattere, che nella vita non combinerete mai niente con la testa che vi ritrovate (gli esempi possono continuare all’infinito).

La cosa peggiore?

Che probabilmente facciamo di tutto per confermare, con i nostri comportamenti, queste convinzioni…

Negli incontri di coaching smantellare e riprogrammare il sistema di credenze limitanti attraverso l’utilizzo di diverse tecniche come il “linguaggio di precisione” (metamodello) è la strtegia migliore che ogni buon coach attua per aiutare la persona ad esprimere le proprie potenzialità e raggiungere i propri obiettivi sbarazzandosi della zavorra di tali convinzioni.

A presto,

Antonio.

 

ARTICOLI CORRELATI

Pnl e crescita personale: riprogrammare l’immagine di Sè

Paul McKenna, uno dei miei ipnoterapeuti preferiti nell’ambito del potenziamento personale e non solo, scrisse in suo libro: i programmi chiave del comportamento umano sono l’abitudine e l’immaginazione ed esse sono molto più potenti della logica e della forza di volontà. Come non essere d’accordo con questa citazione, e chi si occupa o si interessa alla PNL e all’Ipnosi sa il perché.
Il nostro corpo risponde molto di più all’immaginazione che non ad un semplice comando profuso oralmente. Ecco perché il modo in cui vi rappresentate nella vostra immaginazione è una grandissima spinta per il miglioramento della vostra stessa vita.
Mettersi ogni mattina davanti allo specchio e recitare alla propria immagine riflessa: sono il migliore, sono il migliore ecc…non è propriamente il top per la crescita e lo sviluppo personale, almeno che non riuscite a creare una vera sensazione di “grandezza” nello stesso momento in cui fate il vostro esercizio 😉
Il potere delle visualizzazioni è noto ormai da tempo. Ne è un esempio la testimonianza di Michelangelo quando gli fu chiesto come facesse a scolpire angeli di cosi rara bellezza. La sua risposta: “Io vedo l’angelo nella pietra e rimuovo tutto quello che sta attorno”.
Quelle immagini lo guidavano nella sua opera.
Il concetto di base del riprogrammare l’immagine che avete di voi stessi è non tanto una questione di assomigliare alla persona che vorreste essere quanto riconoscere la bellezza della persona che già siete.
Ecco l’esercizio che vi aiuterà a creare a mettere in pratica quanto detto:
1) rilassatevi per qualche momento e respirate profondamente. Man mano che i muscoli si rilassano, diventerà più facile liberare l’immaginazione
2) ora immaginate di avere davanti una copia di voi stessi: è l’io più splendido che riuscite ad immaginare, il vostro io autentico
3) abbandonatevi alla sensazione di completa felicità in compagnia di questo vero Io. Osservatene il portamento, il modo di respirare, di sorridere e di parlare. Osservate come parla agli altri, come affronta i problemi e come persegue i propri obiettivi
4) A questo punto fate un passo avanti e riunitevi a questo vero “Io”. Guardate attraverso i suoi occhi, ascoltate con le sue orecchie, sentite come è bello vivere in lui!!!
5) Concludete la sessione di riprogrammazione dedicando un minuto a sognare ad occhi aperti su come cambierà la vostra vita mano a mano che vivrete seguendo questo vero Io. Potete immaginarvi di vivere autenticamente qualsiasi situazione del passato, del presente e del futuro
(Paul McKenna – Cambia la vita in 7 giorni)

Pnl e Benessere: il sorriso interiore (esercizio)

Tutti noi conosciamo ormai il potere del buon umore e dei suoi effetti a livello psicosomatico. La ricerca scientifica ha largamente dimostrato che l’individuo sano è solitamente un individuo allegro.
Ecco perchè essere dotati di un genuino senso dell’umorismo è cosi importante. Quando siete allegri il fisico fabbrica sostanze chimiche diverse da quelle che produciamo quando siamo in uno stato di tristezza.
E’ stato infatti dimostrato che quando un individuo sorride rilascia serotonina, anche noto come ormone della felicità. Purtroppo in occidente ancora oggi “ridere per guarire” è ancora considerata una terapia fuori dagli schemi, mentre i taoisti utilizzano la forza del sorriso interiore come strumento di guarigione da oltre 2500 anni.
Quello che vi sto per illustrare è un ottimo esercizio che potrete utilizzare per allentare la tenzione e promuovere il benessere fisico.
Esercizio

  1. sedetevi comodi (in futuro potrete invece farlo in qualsiasi posizione)
  2. Sorridete con gli occhi. Magari sollevate leggermente gli angoli della bocca come fa chi conosce un bel segreto che non sente il bisogno di rivelare agli altri.
  3. Sorridete con ogni parte del corpo in cui vi sentite tesi o a disagio fino a che essa non comincia a rilassarsi.
  4. Sorridete con la zona del corpo in cui vi sentite particolarmente bene. Potete potenziare il sorriso esprimendo gratitudine a quella parte di voi perchè vi aiuta a mantenervi forti e in salute.
  5. Consentite a quel sorriso di raggiungere ogni parte di voi.

Alcuni suggerimenti:

a) sorridete con gli organi interni: il cuore, il fegato, il pancreas, i reni, i genitali.
b) sorridete lungo l’esofago e dentro lo stomaco. Lasciate che un sorriso attraversi l’intestino crasso e tenue….uscendo dal didietro (non esiste una maniera più delicata per dirlo 🙂
c) sorridete dentro il cervello, fin giù alla base del cranio per poi scendere fino alla spina dorsale.

 

Lo specchio dell’anima. Segnali oculari e Pnl

Quante volte avete sentito dire o siete stati voi stessi a pronunciare la frase: gli occhi sono lo specchio dell’anima.

Forse in pochi sanno però che Bandler e Grinder, i fondatori della programmazione neurolinguistica, hanno confermato questa “ipotesi” grazie ai loro studi e alle loro ricerche sul campo, durante il loro lavoro effettuato con i migliori psicoterapeuti al mondo (Erickson, Pearls, Satir…).

Grazie al loro contributo oggi sappiamo che i movimenti oculari di un soggetto possono suggerire cosa stia pensando o se, invece, stia ricordando qualcosa che ha visto, assaggiato, odorato o magari toccato.

Sintetizzando: se una persona ricorda qualcosa che ha visto (Vr) alza gli occhi verso sinistra, se ricorda qualcosa che ha udito (Ar) li sposta lateralmente, se ricorda sensazioni e sentimenti guarda in basso a destra (Kr). Se invece la persona è in fase di “dialogo interiore”, ossia si sta dicendo qualcosa, i suoi occhi andranno in basso a sinistra.

Quando il nostro interlocutore invece sta costruendo un immagine, è quindi la sta inventando recuperando informazioni da altre immagini realmente immagazzinate nella sua memoria, gli occhi andranno in alto verso destra (Vc). Lo stesso vale se cercherà di costruire un ricordo legato alla sfera dei “suoni”, in questo caso gli occhi scivoleranno lateralmente verso destra (Ad).

Come sempre vi ricordo che saltare a conclusioni affrettate è sempre la strategia peggiore da adottare. Se una persona guarda verso destra prima di proferire parola non vuol dire che stia mentendo. E’ probabile ad esempio una persona vada con lo sguardo verso destra quando il ricordo che deve recuperare è molto complesso oppure perso nei più lontani recessi della sua memoria. Inoltre nei mancini i segnali di accesso oculare possono essere invertiti.

Di qui ritorna l’importanza di calibrare sempre in maniera precisa e peculiare il nostro interlocutore. Dobbiamo imparare a fare domande precise che ci permettano in fase di “studio” della persona che abbiamo di fronte di capire qual’è il suo canale di accesso preferenziale…per questo motivo allenatevi, allenatevi ed allenatevi…

Buona giornata a tutti,
Antonio

ENERGIA: Le fondamenta del Benessere

L’energia è vita e l’Inconscio (il Sè Istintivo) la produce nel corpo.

L’energia rappresenta un aspetto fondamentale della nostra vita, è ciò che ci sostiene, l’energia è vita, la mancanza di energia è morte, la fine della vita.La mancanza di energia o il suo flusso non equilibrato nel corpo sono alla base di tanti disturbi fisici e psicologici. Quante volte ci è capitato di non avere energia? Di sentirci svuotati, di avere la testa piena di pensieri ricorrenti e non avere la forza di farli smettere? Quante volte è capitato di sentirci giù? Per alcuni questi momenti sono particolarmente intensi o frequenti; vivono uno stato che è sempre più frequente: la depressione.A volte può capitare se si dorme poco, per lavoro o troppo divertimento, per stress o preoccupazioni. Può capitare di dormire poco e male per qualche notte. Quando ci si sveglia sembra di essere più stanchi di quando ci siamo coricati. Magari sentiamo il collo rigido, la testa pesante e annebbiata, facciamo fatica a fare la più semplice delle cose.Se poi siamo tristi o un pò depressi ci manca qualsiasi entusiasmo, tutto è grigio, privo di valore, senza senso e non vediamo nulla che possa valere la pena di essere vissuto.Tutti questi stati hanno un denominatore comune: la mancanza di energia.Il corpo ha bisogno di energia per sopravvivere ed otteniamo l’energia che ci serve dall’ossigeno e dal cibo. Ecco dunque un elemento fondamentale e da trattare con il massimo riguardo. Ma non basta una sana alimentazione; l’energia può fluire nel corpo liberamente o può rimanere bloccata da quelle che Lowen ha chiamato “corazze muscolari”. Se l’energia rimane bloccata e non fluisce liberamente, tutte le zone private di energia vitale cominciano a funzionare male e non danno pienamente il loro contributo al corpo.Corpo e psiche sono strettamente connesse, così succede che a fronte di un organo che non funziona bene si possano avere limiti alla nostra capacità di pensiero. Si sono scritti un sacco di libri su questo tema, c’è chi privilegia l’aspetto psicologico: curare la mente per avere benefici anche nel fisico, e chi privilegia l’aspetto opposto: curando il corpo si guarisce anche la mente. C’è del vero in entrambe le posizioni. Un approccio completo, saggio e consapevole tiene conto di entrambe le dinamiche e si occupa di entrambe le istanze: il corpo e la mente.

Vi ricordo l’evento che si terrà a Bari il 19 e 20 Maggio e che vedrà protagonista il dott. Antonio Origgi e il metodo PSYCH PLUS

Il programma completo a questo indirizzo

http://www.liberamentebari.com/per-corsi-pnl-crescita-personale-comunicazione-non-verbale-linguaggio-del-corpo-bari/psych-plus/

Evento Facebook

http://www.facebook.com/events/115647695225764/

fonte: www.antoniooriggi.com

 

Theme Tweaker by Unreal